Il Caso WhatsApp – Facebook

whatsapp

Su Quotidiano Giuridico alcuni miei articoli sul Caso WhatsApp – Facebook.

Nel settembre 2016 il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria a seguito della modifica della privacy policy effettuata da WhatsApp a fine agosto e che prevede la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti di WhatsApp, anche per finalità di marketing. In ottobre l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due procedimenti istruttori nei confronti di WhatsApp Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo. L’operazione di concentrazione tra Facebook e WhatsApp, già oggetto di attenzione da parte delle Autorità garanti della concorrenza in sede di acquisizione della nota App di messaggistica da parte di Facebook, analizzata e approvata nell’ottobre 2014 dalla Commissione europea, continua ora a sollevare dubbi e preoccupazioni per la tutela della concorrenza e degli utenti a seguito delle modifiche contrattuali intervenute lo scorso agosto

Link agli articoli:

Il caso Facebook-WhatsApp: la Commissione U.E. approva l’operazione di concentrazione, dicembre 2016.

 Il caso Facebook-WhatsApp: l’istruttoria del Garante privacy, dicembre 2016.

Il caso Facebook – WhatsApp: le due istruttorie avviate dall’AGCM

Oltre all’articolo sull’indagine AGCOM sulle App di comunicazione sociale:

Whatsapp: l’indagine agcom sulle app di comunicazione sociale, novembre 2016.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha avviato nel giugno 2015 (Delibera n. 357/15/CONS) un’indagine conoscitiva concernente “lo sviluppo delle piattaforme digitali e dei servizi di comunicazione elettronica” e nel maggio 2016 ha reso pubblici gli esiti della parte di indagine concernente i consumer communications service” ovvero sulle “App di comunicazione sociale”, definite dall’Autorità come le “applicazioni che consentono lo scambio di contenuti vocali, messaggi, foto e video fra due o più utenti, inizialmente sviluppate per personal computer, poi gradualmente adattate a un utilizzo da device mobile”. Esempi di applicazioni sociali sono WhatsApp, Telegram, Indoona, iMessage, Facebook Messenger, Skype, Viber. L’indagine ricostruisce il quadro giuridico e regolamentare, il contesto tecnologico e di mercato, ed evidenzia le problematiche di natura concorrenziale al fine di formulare alcune ipotesi di intervento regolamentare.

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